• martedì , 19 marzo 2019
Specie coltivate e importanza della coltivazione del caffè

Specie coltivate e importanza della coltivazione del caffè

La bevanda più consumata ha tantissime varianti, oltre tanti modi di preparazione e di gusto. Il caffè si ottiene da una pianta tropicale che produce dei semi, che successivamente vengono macinati. Questa pianta appartiene alla famiglia delle Rubiaceae, ovvero delle angiosperme.

Le angiosperme di questa pianta tropicale dispongono di tantissime e svariate specie, tra cui le più diffuse sono l’arabica e la robusta. La pianta Coffea arabica proviene dal Brasile, ed ha frutti con diversi stadi di maturazione. Tornando a parlare delle specie più coltivate, se ne aggiunge un’altra, oltre quella arabica e robusta, parliamo allora della Coffea liberica, che però, viene coltivata in minore quantità.

Come tutte le specie di piante, anche questa si differenzia per gusto, oltre che per il contenuto della caffeina. Inoltre c’è da aggiungere che può crescere con climi e terreni diversi rispetto a quelli a cui appartiene la pianta. Molte di queste specie esistono ancora nei territori d’origine, ma c’è anche da dire che molte altre specie sono coltivate artificialmente.

Parliamo più dettagliatamente delle specie più diffuse:

  • una delle specie più coltivate e consumate è la Coffea arabica, originaria dell’Etiopia, del Kenya settentrionale, del Sudan, e infine dello Yemen. I suoi semi contengono minore quantità di caffeina rispetto ad altre specie, mentre la coltivazione al di fuori dei territori d’origine avviene in Indonesia a partire dal 1699.
  • Un’altra specie molto diffusa è la Robusta, che è poi quella più coltivata ad oggi. Le origini provengono dall’Africa, più precisamente tra l’Uganda e la Guinea. E’ un tipo di pianta adattabile a qualsiasi tipo di terreno e di clima, proprio per questo motivo è la più economica e si presume che sia anche quella di qualità inferiore. Venne coltivata inizialmente nell’Ottocento.
  • La specie Liberica, è una delle colture meno conosciute, originaria della Liberia e viene coltivata anche in Africa occidentale, nelle Filippine e in Indonesia. Una variante della Coffea Liberica è la Excelsa, che è stata scoperta attorno al 1903 in Africa. Tra l’altro è una variante considerata di ottima qualità da tantissimi coltivatori che la producono.
  • La specie Liberica, è una delle colture meno conosciute, originaria della Liberia e viene coltivata anche in Africa occidentale, nelle Filippine e in Indonesia. Una variante della Coffea Liberica è la Excelsa, che è stata scoperta attorno al 1903 in Africa. Tra l’altro è una variante considerata di ottima qualità da tantissimi coltivatori che la producono.

 Dopo queste prime e più importanti specie di caffè, troviamo anche quelle meno conosciute, ma ugualmente usate:

  • La Racemosa o Coffea Racemosa, che proviene dal Mozambico, è un tipo di specie che perde le foglie durante la stagione secca. La sua coltivazione è abbastanza frequente.
  • La Stenophylla, dell’Africa occidentale, con la sua coltivazione che viene eseguita localmente ( principalmente in Liberia e Costa d’Avorio). E’ una specie che resiste alla siccità e il suo profumo viene spesso paragonato a quello del tè, anche se poi il gusto non è apprezzato da tutti.

 Tutte queste specie sono coltivate sia originariamente sia artificialmente. La coltivazione di piante da caffè, in ogni parte del mondo, è un’ottima risorsa. Infatti il caffè riesce a produrre molto e a vendere altrettanto, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Molti coltivatori traggono benefici economici proprio con la coltivazione di una tra queste specie citate in precedenza, e tantissimi paesi dell’Africa orientale come Etiopia, Ruanda e Uganda, commercializzano il proprio caffè come il principale prodotto di esportazione.

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