• mercoledì , 16 gennaio 2019

Caffeina, un alleato contro la depressione

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Caffè. Basta pronunciare questa parola per risvegliare immediatamente nella mente numerosi momenti della vita quotidiana: pausa, risveglio, relax, chiacchiere amichevoli, pranzo. Da oggi le donne, soprattutto se hanno superato la soglia dei 60, potranno pensare al caffè anche come ad un antidepressivo. Ebbene sì, un nuovo studio osservazionale pubblicato sugli “Archives of Internal Medicine” ha dimostrato che in coloro che ne bevono due o più tazze al giorno si abbassa notevolmente il rischio di cadere vittima della depressione. Inevitabile allora il collegamento tra il consumo di bevande a base di caffeina e lo sviluppo di tale malattia.

La ricerca si è svolta analizzando più di 50.000 infermiere americane di circa 63 anni che non presentavano alcun sintomo legato alla malattia. Le donne sono state seguite fino a Giugno 2006 mediante appositi questionari realizzati ad hoc e riportanti domande strettamente personali sul consumo di caffè e di bevande contenenti caffeina che avrebbero consumato dal 1980 fino al 2004 e, in particolare, su quale ne sia stato il consumo nei 12 mesi precedenti alla compilazione del questionario. Il risultato: gli studiosi hanno individuato circa 2.600 casi nuovi di depressione constatando che le donne abituali bevitrici di caffè hanno una probabilità inferiore del 15% di andare incontro a fenomeni depressivi rispetto a coloro che ne bevono poco o nulla. E, addirittura, coloro che ne avevano bevuto più di 4 tazze al giorno rischiano il 20% in meno. Insomma, dati statistici alla mano, sembrerebbe che più caffè si ingerisce più si abbasserebbe la soglia della depressione.

In realtà lo studio altro non sarebbe che la conferma di quanto affermato in precedenza dal SISA (Società Italiana di Scienza dell’ Alimentazione) circa le proprietà benefiche del caffè ma la conferma dà ufficialmente il via libera all’utilizzo della caffeina in ambito medico al fine di prevenire malattie e disagi psichici di carattere depressivo. Inoltre, a partire da tali presupposti è stato anche ipotizzato un suo utilizzo per pazienti già depressi al fine di migliorarne le condizioni a patto, ovviamente, che la sua assunzione non interferisca con i farmaci antidepressivi.

Si tratta, ad ogni modo, solo di un’ interessante “possibilità” e non di una cura attestata a livello scientifico; ricordiamo infatti che, almeno per il momento, non ci sono prove certe e conclamate che il caffè possa avere un effetto curativo o preventivo nelle malattie a sfondo depressivo ma, almeno, tutte le donne, giovani e meno giovani, da oggi in poi potranno gustarsi in tranquillità tutti i caffè che vorranno, senza rimorsi di coscienza.

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